Giuseppe Palanti – "E nostar pitor"

L'allegra brigata dei suoi amici cervesi così lo chiamava, il nostro pittore, identificandolo come parte della loro comunità nonostante Giuseppe Palanti fosse nato a Milano e sempre legato a quella città.

Ma la sua   dialettica attenta e a volte pungente e l'immensa capacità a farsi voler bene lo avevano comunque reso un personaggio così caro alle nostre genti, abituate a vederlo nella sua villa nella pineta di Milano Marittima, con i pantaloni lunghi di tela e la maglietta chiara senza maniche che ne sottolineava la corporatura esile.
Nasce il 30 luglio1881 a Milano dal mobiliere Giovanni e da Virginia De Gaperi.
Rimasto orfano in giovane età è costretto a trovarsi un lavoro e ben presto si occuperà di disegnare bozzetti per una ditta di stoffe del Milanese. Nel frattempo si iscrive alle scuole serali presso la istituto superiore d'arte applicata all'industria al Castello Sforzesco, oltre a fequentare la scuola di pittura dell'Accademia di Brera.

Ancora studente vince un viaggio di studio a Parigi in occasione dell'Esposizione Universale del 1900 della quale apprezza in particolare il padiglione con la mostra del cartellone pubblicitario.
A partire dal 1902 inizia ad insegnare disegno all'Accademia di Brera oltre a portare avanti un'attività intensa di cartellonista e figurinista per il Teatro alla Scala.
Il 1910 vede la presentazione di due grandi Esposizioni internazionali, quella di Buenos Aires e quella di Bruxelles dove Palanti è presente come decoratore di padiglioni.
L'anno seguente invece eccolo, giovane trentenne, a Cervia dove è del tutto concentrato sulla creazione della nuova località di vacanza, Milano Marittima e sulla realizzazione del piano regolatore della città.

L'idea di intitolare "Milano Marittima" il consorzio, cui sarebbe spettato il compito di creare un primo gruppo di villini, sembra fosse proprio sua. I villini, progettati nel 1912, furono realizzati in brevissimo tempo e riflettevano il gusto decorativo, semplice e sobrio, in cui la medio borghesia dell'epoca amava riflettersi. Vagamente neogotico e ottocentesco è lo stesso villino dell'artista che, in questa fase della sua vita, si può tranquillamente affermare ha saputo unire l'intraprendenza lombarda alla genialità romagnola. Per scrivere una lettera a Palanti era infatti sufficiente indicare come indirizzo Milano Marittima e puntualmente questa arrivava.
Grazie all'idea del pittore negli anni Venti e Trenta, ad ogni Ferragosto, gli amici lombardi potevano a gustare il risotto della migliore tradizione milanese ai cappelletti e al brodetto di pesce accompagnato dal vigoroso sangiovese, in uno dei villini venduti a prezzi di favore: da 10.000 lire per la versione a due piani fino a 15,000 lire per quella fornita di torretta, terrazza e cantina.
Palanti, nella sua attività di pittore, continuerà a rappresentare Cervia e Milano Marittima per tutta la vita con le sue marine, i bragozzi, scene di pesca cariche di colore e luminosità, convinto che il compito dell'arte sia quello di trasmettere agli occhi la delizia del bello.

Nel 1916 presenta domanda per essere ammesso come Ufficiale nel Corpo del Genio Battaglione Aviatori, ma il ministero della Pubblica Istruzione preferisce trattenerlo nel suo incarico di insegnante. Nel frattempo mantiene ben saldo il suo impegno nei confronti della neonata città balneare facendo ottenere a Cervia nel 1927  la qualifica di "Stazione di Cura e Soggiorno", utile al suo sviluppo turistico. Sempre in questa ottica realizza numerose cartoline pubblicitarie oltre ad eseguire nel 1928 il manifesto ufficiale per la città di Cervia su incarico del Comune e a partecipare alla Mostra indetta in  occasione dei festeggiamenti a Grazia Deledda, altra frequentatrice della città, che aveva ottenuto il nobel per la letteratura e la cittadinanza onoraria di Cervia.

Giuseppe Palanti per molti anni continuerà la sua attività di pittore, grafico e pubblicitario dividendosi tra Milano e Milano Marittima fino al 1946, anno della sua morte.